APPUNTI DI VIAGGIO A BAMBUI’ - “Casa de Saude Sao Francisco de Assis”

Pierina Gerlin
 

6-7 dicembre 2017

La mia famiglia ed io abbiamo incontrato Suor Aparecida, Suor Marta e Suor Alberta al Centro Sociale di Bambuì in casa Betania, edificio fatto costruire da Don Mario Gerlin nel 1986 per ricevere gli ospiti che arrivavano da tutto il mondo.

Si è puntualizzata la situazione in itinere del Centro Sociale dopo la morte di Suor Carmela, avvenuta   pochi giorni prima:

  • L’asilo nido e la scuola materna saranno gestiti dalle Suore.
  • La scuola elementare sarà gestita dal Municipio.
  • La scuola tecnica sarà gestita dallo Stato.

N.B. Le strutture sono delle Suore e … se vanno via?

Da valutare un incontro con le Autorità locali di Bambuì e le Autorità religiose a Roma e alla Diocesi di Vittorio    Veneto.

Abbiamo visitato tutte le scuole accompagnati dalla solerte, simpatica, dinamica Suor Aparecida: ambienti puliti, solari, funzionali con diverso materiale nuovo sia d’arredo che di gioco avuti in dono a seguito  di un Progetto.

Ci siamo incontrati con alunni ed insegnanti: una di loro soprattutto ha sottolineato l’importanza per questi bambini di avere l’interessamento delle persone “straniere”, l’ importanza di sentirsi valutati e considerati in quella terra spesso trascurata.

La mattinata si è conclusa con danze e canti in nostro onore da parte dei bambini.

 

7 dicembre 2017

Gran parte delle strade che collegano i vari padiglioni del Centro Sociale sono  quasi del tutto sterrate, piene di buche e, a tratti, di difficile praticabilità. Visita all’ospedale: ospedale e padiglioni in zona avrebbero necessità di una nuova tinteggiatura; da ristrutturare invece completamente l’ala femminile dell’ospedale gestita per ora in un vicino padiglione.

Ben organizzati sia l’ala maschile con ampie sale di degenza, sia le sale operatorie, i locali di sterilizzazione, gli ambienti comuni (cucine, mense e panetteria).

Personale medico-infermieristico molto cordiale e presente, in  un ambiente emotivamente familiare; alcuni degenti si sono messi in posa “ felici” di farsi fotografare.

Adiacenti all’ospedale ed alle scuole sono cresciute a poco a poco piccole abitazioni degli ex lebbrosi che, guariti, si sono costruiti una famiglia … e così figli, nipoti, hanno ricreato un ambiente vivo, pieno di speranza, aperto sia alla comunità locale che ai paesi limitrofi. Abbiamo conosciuto diverse famiglie che hanno condiviso con Don Mario numerose esperienze: sempre ricordi molto positivi, costruttivi ed affettivamente significativi.

Successivamente siamo entrati nella casa abitata da Don Mario; permane la sua presenza in quelle stanze piene di oggetti a lui molto cari, doni che i lebbrosi gli regalavano: piccole statue scolpite nel legno con grande fatica, ma con forte tenacia (alcune non terminate per la morte dell’Hanseniano).

Altri particolari: il “suo cantinho do encontro” angolo di preghiera, la “sua macchina da scrivere” sempre in attività per la molteplice corrispondenza col mondo intero, l’astuccio porta-viatico, fin troppo  consumato , l’inseparabile ombrello e, nel giardino antistante la casa, il maestoso albero del mango, alto, frondoso, imponente, pieno di frutti e …… “Don Mario ogni giorno ne gustava uno”, diceva a suo tempo Suor Carmela!   Dopo un breve incontro con gli impiegati dell’Amministrazione del posto, un luogo ci ha particolarmente colpito quel giorno: “la prigione”.

Sì, proprio una prigione per i lebbrosi che cercavano di scappare ; ora a testimonianza c’è solo un rudere e ci hanno raccontato come Don Mario e Suor Carmela liberassero sistematicamente  di notte  “i prigionieri” sottolineando poi alle forze militari, a quel tempo molto presenti  : “Non vi accorgete che vivere qui per loro è già una prigione di fatto?”

 

8 dicembre 2017

Una chiesa gremita di gente e un forte applauso ci hanno accolto all’entrata della chiesa  per la celebrazione della S.Messa prima dell’inaugurazione della Casa di riposo .

La mia famiglia ed io sorreggevamo il “labaro” e si camminava lungo la navata centrale.

Dietro di noi due fedeli portavano l’immagine di Suor Carmela.

Le immagini di Don Mario e Suor Carmela sono stati poste accanto all’altare e trasferite poi nell’atrio della grande Casa di Riposo.

Forte il  coinvolgimento dei presenti durante la S. Messa tra musiche ritmate e testimonianze per Don Mario e Suor Carmela.

Commovente il momento dello “scambiatevi il segno di pace”: tutti si sono avvicinati per abbracciarci o solamente per sfiorarci.

“Recanto Maria Munari”

Il primo impatto con la Casa di Riposo, nonostante la giornata molto piovosa, è stato solare: l’accesso all’edificio, color verde pallido, era facilitato dalle rampe, l’ingresso ci accoglieva con l’angolo preghiera (caratteristica di tutti gli ambienti del luogo) e con  le due immagini appese alle pareti accanto alle bandiere brasiliana ed italiana.

Tutte le autorità locali e religiose hanno ricordato con molto affetto Don Mario e Suor Carmela, nostro figlio Andrea ha letto in portoghese un messaggio a nome dell’Associazione “ Amici di Don Mario” ed una lettera del Sindaco di Pieve di Soligo. In tutti i loro interventi si sono esaltate la tenacia e la determinazione di portare a compimento quest’opera,tanto desiderata da entrambi, si è commemorata Suor Carmela che è mancata all’improvviso lasciando un “vuoto”, un enorme rimpianto in tutto il paese.

Gli inni nazionali dell’Italia e del Brasile hanno accompagnato poi l’apertura della Casa di Riposo col taglio del nastro.

Davanti a noi un lungo e largo corridoio, ai lati del quale si aprivano dieci camere a due letti ciascuna con ampi servizi igienici privati.

Sale e saloni in comune si susseguivano l’un l’altro molto luminosi e davano su di un suggestivo giardino esterno.

Un  imbandito buffet ricco di stuzzichini ed un brindisi hanno poi concluso un’emozionante cerimonia di inaugurazione.

Il Centro Sociale è ormai ben inserito nel contesto cittadino di Bambuì: l’ospedale, le scuole dall’asilo nido alla secondaria professionale, le cucine e le mense aperte a tutta la popolazione residente e non; la costruzione della Casa di Risposo si propone come ultimo anello familiare per l’assistenza e la cura delle persone anziane, sole, bisognose.

 

9-10 dicembre 2017

Ultimi ricordi: preghiera sulle tombe di Don Mario e Suor Carmela nella cappella del Cimitero del Centro Sociale; una teca a lato piena di ex voto; un grande libro fitto fitto di pensieri lasciati dai pellegrini in visita; due  foto con volti sorridenti  sopra il nero marmo, circondate da una marea di fiori.

Molte  sensazioni si sono alternate in questi giorni … il calore e la serenità che emanavano, come un alone, tutte le persone incontrate, i loro sorrisi, la spontanea disponibilità e generosità, la fisicità dei loro gesti per sottolineare ogni momento di condivisione.

Un pensiero, un ringraziamento particolare soprattutto a Suor Aparecida, Suor Alberta, Suor Marta e gli aiutanti della casa delle suore, che ci hanno ospitato con amore nella loro Famiglia,  nella loro Comunità, nutrito nel corpo e nell’anima, hanno desiderato che portassimo in Italia alcuni lavori eseguiti dagli Hanseniani  e ci hanno accompagnato  in questo percorso di “ viaggio del ricordo”   con  Don Mario e Suor Carmela.

2020  Amici Don Mario Gerlin  PIVA 91011080263